titolo: Trasformazione 

tipologia: Installazione artistica di teschi in ceramica, argilla cruda e centrini

evento: Trasformazione - collettiva di artisti messicani e italiani

location: Galleria Faro Arte Marina di Ravenna (RA)

anno: 2019

 

Le opere in mostra vogliono celebrare la morte come un evento facente parte della vita e superare, quindi, l’idea di macabro riferita agli elementi che a essa si collegano. Le installazioni, costituite da teschi in argilla e centrini, simbolo di caducità della vita, sono rivestiti dalla bellezza del manufatto a mano che a essi s’integra, proteggendo il mondo interiore della persona.

Dalla zona del terz’occhio del teschio, si espandono e si elevano i centrini fatti a mano, di vari misure, metafora degli stati mentali dell’essere umano. Queste forme, così disposte, ricordano gli yantra: disegni geometrici che provengono dall’antica tradizione vedica, usati come strumento per la meditazione, come a raffigurare il mondo o la sua manifestazione, o le facoltà mentali.

titolo: La Guardiana delle Acque 

tipologia: Installazione artistica

evento: Terrena - Tracciati di Land Art in Bassa Romagna 13 luglio 2018 / Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione 11 maggio 2019

location: All'interno della Cassa di Laminazione Brignani al Parco Golfera di Lugo (RA) - opera permanente

anno: 2018-19

 

Dagli albori del tempo e in ogni tradizione, il Serpente è sempre stato considerato con grande rispetto e venerato come divinità, per le sue doti sciamaniche di animale di potere e sacro rappresentante dell’energia di trasmutazione e guarigione, protettore della fertilità e delle acque, guardiano di tesori. Al parco Golfera, il Serpente, nella sua forma sinuosa e con le sembianze dei fiori secchi di loto in ceramica su steli di acciaio, si immerge nel “Lago”...

• fiori secchi in ceramica, perchè testimoni della natura, al di là della vita, nel momento che ricorda simbolicamente l’attimo che   precede la “rinascita” nel ciclo “dell’essere”...

• su steli d’acciaio, che evocano la caparbia ricerca della vita, in un percorso emozionale che, dalla coda alla testa del serpente, li vede tingersi

dei “colori dell’anima”, le sette tonalità dell’iride, dal rosso “la madre terra al violetto “la spiritualità e trascendenza”...

• immerso nel Lago perchè contenitore di acque immobili “tumultuose energie domate” dove Lei “La Guardiana delle Acque”, con sinuosità,        regala fluidità e armonia.

Al Parco Golfera, nelle notti d’estate, arrivano anche le lucciole, misteriose, evanescenti...intriganti, simbolo di contatto tra il mondo reale e quello dei sogni, portatrici di mistero come magiche messaggere dell’inconscio.

 

La Guardiana delle Acque e le Lucciole in un omaggio alle Stelle. Natura, Vita, Morte e Rinascita, Tempo, Sogno e Realtà....misteri dell’universo.

L'opera è stata installata grazie al prezioso contributo del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale e con il contributo della BCC Ravennate Forlivese & Imolese.

 
 

titolo: La Muta delle Dea Serpente

tipologia: Installazione artistica e Performance

evento: Terrena - Tracciati di Land Art in Bassa Romagna

location: Podere Pantaleone, Bagnacavallo (RA)

anno: 2018

 

“Il serpente con movenze sinuose emerge dalle profondità terrestri, sorgendo dagli oscuri anfratti nascosti e protetti. Animale ctonico e misterioso, depositario di un immenso potere primordiale, custode di energia pulsante, evoca la spirale, la linea e il cerchio e per questo rappresenta il ciclo di vita-morte-rinascita, il perpetuo ritorno, la rigenerazione.”

Rispettando il tema simbolico del serpente, che ho scelto per “TERRENA-tracciati di Land Art in Bassa Romagna”, ho realizzato un’altra opera permanente, all’interno dell’Oasi naturale “Podere Pantaleone” a Bagnacavallo (RA). In questo ambiente, ho voluto che si manifestasse nella sua forma strisciante, formato da tanti cerchi in legno, posizionati a terra a tappeto. Partendo dall’ingresso Il serpente, in questo luogo naturale e selvaggio emerge dalla terra, per avvolgersi ai tronchi degli alberi e agli oggetti già presenti.Per rimanere legata all’opera “La guardiana delle acque” ho tracciato all’interno dei cerchi di legno, dei piccoli semi con la vernice luminescente, che ricordano i fori all’interno del fiore del loto secco, cosi da rimanere visibile anche durante la notte.

 

Performance: Celebrazione dell’Opera “La Muta della Dea Serpente” 

Musica di Gian Luca Simoncini all’Idiofono - Interpretazione di Sofia Quintavalli nell’Inno a Iside*.

Iside, sorella e moglie di Osiride e madre di Horus, Dea della maternità e della fertilità, regina del cielo, signora dell’oltretomba, dei serpenti e delle arti magiche. La Dea simbolo di Trasformazione, potere di morte e rinascita, di rigenerazione e rinnovamento, uno dei più antichi volti della Grande Dea paleolitica, che nel Neolitico assume un’iconografia propria associata con il simbolo del serpente. La principale funzione della Dea nel suo nuovo aspetto di Serpente era quella di garantire la continuità dell’energia vitale e offrire rigenerazione ad ogni esistenza esaurita.

I simboli sono chiavi che aprono a noi l’accesso a nuove visioni e trasformazioni!

In occasione dell’inaugurazione ho creato appositamente una performance notturna che si svolgeva attorno al serpente. Il suono metallico dell’idiofono rappresentava questi quattro momenti dell’interiorotà umana: stasi, confusione, morte, rinascita, intervallati dalla voce dell’attrice che recitava alcuni passi dell’ “Inno a Iside”. Io mi danzavo attorno al serpente, al buio, capovolgendo ogni tronco che formava il serpente, che da rosso diventava bianco e nella testa illuminato, a simboleggiare il cambiamento della muta.

*Inno a Iside: l’inno è stato trovato nel Papiro di Ossirinco n.1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a.C. ma ovviamente si ignora se sia stato scritto proprio in quell’epoca. Questo antichissimo inno ha molte letture e valenze alcune chiare ed altre criptiche.

 

titolo: Sonno profondo

tipologia: Installazione artistica e Performance

evento: Nell'Arena delle Balle di Paglia

location: Cotignola (RA)

anno: 2018

 

“Ti aspetto qui, davanti all’entrata della mia dimora, una vulva simbolo dell’occhio della madre terra, sotto un selvaggio intreccio di vimini. Addentrarsi nella terra è un modo per prendere contatto con se stessi, anche solo per un attimo: è un momento speciale dove puoi ritrovare la tua terra dentro e fuori. Il respiro, lentamente, prenderà il ritmo calmo della terra, la mente lascierà il posto al cuore, al sentire. Io sarò li, guardiana della porta, dove ti condurrò con la voce in un rilassamento profondo. La luce della paglia attorno, ci illuminerà.”

 

L’idea parte dalla mia esperienza personale con la pratica dello yoga Nidra, una tecnica che porta ad un abbondono totale del corpo e della mente. Io sedevo fuori dalla struttura e in un tempo stabilito, conducevo la persona all’interno, stesa supina, in una sessione breve di rilassamento profondo, un momento speciale in cui la persona prendeva contatto con se stessa e il respiro assumeva il ritmo lento della terra, protetto dentro la grande YONI (vagina), occhio che guarda all’interno delle viscere della grande madre.

Un momento in cui ognuno ha potuto ritrovare la propria terra, dentro e fuori. Attorno alla forma del seme, occhio, vagina, ho disposto un letto di paglia, che visto dall’alto dell’argine illuminava e definiva la forma della vulva.